La normativa che regola le attività di commercio all’ingrosso, al dettaglio e su aree pubbliche ha l’obiettivo di favorire la libertà d’impresa, garantire la concorrenza e tutelare i consumatori.
La principale norma di riferimento è il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, che ha riformato il settore introducendo procedure amministrative più semplici e attribuendo alle Regioni il compito di disciplinare gli aspetti territoriali delle attività commerciali.
Negli anni successivi, diversi interventi legislativi hanno rafforzato il processo di liberalizzazione e semplificazione.
In particolare:
- il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 (normattiva.it), convertito nella Legge 4 agosto 2006, n. 248, ha eliminato alcuni vincoli e autorizzazioni non necessari;
- il decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 (normattiva.it), che recepisce la Direttiva Servizi europea, ha rafforzato i principi di liberalizzazione delle attività economiche;
- il decreto legislativo 6 agosto 2012, n. 147 (normattiva.it) ha ulteriormente semplificato le procedure per l’accesso e l’esercizio delle attività commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande.
- il decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 222 (SCIA 2) (normattiva.it) ha riordinato i procedimenti amministrativi, individuando per ciascuna attività il regime applicabile (autorizzazione, SCIA, comunicazione, silenzio-assenso, ecc.).
La normativa statale è integrata dalle leggi regionali e dai regolamenti comunali, che disciplinano gli aspetti operativi del commercio in sede fissa, del commercio su aree pubbliche e delle attività di somministrazione di alimenti e bevande.
Nel complesso, il sistema è orientato alla semplificazione delle procedure, alla digitalizzazione degli adempimenti e alla valorizzazione del ruolo degli enti territoriali nella programmazione commerciale.