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Sottoscritta al Mimit Dichiarazione Congiunta Italia-Germania in vista delle prossime scadenze legislative europee

Italia e Germania chiedono alla Commissione europea una svolta rispetto alle condizioni che oggi limitano la competitività del nostro continente, intervenendo innanzitutto su automotive e siderurgia, pilastri dell’industria del Continente messi sotto pressione da regole non più adeguate e da una concorrenza globale sempre più aggressiva. Nel secondo Forum ministeriale MIMIT-BMWE, che si è svolto a Roma nell’ambito del Piano d’Azione italo-tedesco, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, e la ministra federale per gli Affari Economici e l’Energia, Katherina Reiche, hanno definito una posizione comune dei due principali Paesi industriali europei da presentare a Bruxelles in vista delle prossime proposte normative annunciate dalla Commissione e del vertice intergovernativo di gennaio.

"Con la Germania siamo in piena sintonia: chiediamo alla Commissione una svolta immediata per rilanciare la competitività europea. Dobbiamo agire subito, subito, subito, partendo dai settori più esposti, dall’automotive alla siderurgia. L’Europa deve superare regole ormai inadeguate e tornare a competere con forza, innovare e difendere la propria sovranità industriale. Auspichiamo che questa impostazione venga pienamente recepita già nel prossimo Consiglio europeo", ha dichiarato il Ministro Urso.

"Germania e Italia si assumono insieme la responsabilità per il futuro dell’Europa. Essendo le principali forze motrici dell’industria nell’UE, le nostre economie, strettamente interconnesse, promuovono la crescita, l’innovazione e la creazione di valore. Con la nostra Dichiarazione congiunta diamo oggi un forte impulso affinché l’Europa riacquisti competitività come polo economico e di investimenti – attraverso meno burocrazia, un forte mercato interno e condizioni quadro affidabili e attraenti per le nostre imprese", ha dichiarato la Ministra Reiche.

Nella dichiarazione congiunta, Urso e Reiche ribadiscono le priorità per rafforzare la cooperazione economica e industriale in diversi settori, concentrandosi in particolare su due ambiti di forte rilevanza per imprese e lavoratori europei.

Per il settore automobilistico, Italia e Germania chiedono una revisione tempestiva e pragmatica del quadro normativo UE sulle emissioni di CO₂, fondata su neutralità tecnologica, flessibilità ed evitando sanzioni sproporzionate, così da non penalizzare i produttori né trasferire costi aggiuntivi su imprese e consumatori. I ministri sollecitano anche un’accelerazione nello sviluppo delle infrastrutture di ricarica e di rifornimento, la costruzione di una filiera europea sovrana delle batterie e condizioni regolatorie che permettano all’Europa di diventare il mercato di riferimento per la guida autonoma e l’innovazione industriale. MIMIT e BMWE richiamano inoltre la necessità di politiche pubbliche a sostegno della transizione, basate su chiarezza e semplificazione normativa, stabilità e sostegno agli investimenti. Posizioni espresse già nei due contributi congiunti presentati ad agosto e ottobre in materia, recentemente richiamate anche nelle lettere del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del Cancelliere tedesco, Friedrich Merz.

Per la siderurgia e le altre industrie energivore, Italia e Germania chiedono che i legislatori europei adottino lo strumento europeo di salvaguardia per l’acciaio, entro il 30 giugno 2026, per evitare le distorsioni derivanti dalla sovraccapacità globale. I due Paesi insistono inoltre su un’applicazione efficace del CBAM in grado di garantire condizioni eque nel commercio internazionale e assicurare una transizione verso la neutralità climatica sostenibile sia per gli impianti sia per le catene del valore. A riguardo Urso e Reiche pongono l'accento sull’importanza di rivedere il meccanismo di eliminazione graduale delle quote gratuite ETS e di creare un migliore collegamento tra le risorse generate dallo scambio di quote di emissione e il sostegno finanziario ai progetti delle industrie ad alta intensità energetica. Prioritaria anche la tutela dell’accesso europeo all'approvvigionamento di rottami ferrosi, rame e alluminio, essenziali per economia circolare e riduzione delle emissioni.

Il Forum odierno ha consentito di fare il punto anche sui risultati maturati dal Piano d’Azione avviato nel 2023 e di rilanciare un’agenda comune centrata su competitività, semplificazione e mercato unico, in piena coerenza con le indicazioni dei Rapporti Draghi e Letta. Italia e Germania chiedono una riduzione degli oneri regolatori, un’accelerazione dei pacchetti legislativi di semplificazione e un contesto che attragga investimenti e favorisca l’innovazione. Centrale anche la creazione del Fondo europeo per la competitività, che per i due Paesi dovrà sostenere progetti con autentico valore aggiunto europeo, dedicando una specifica attenzione al comparto automotive, alle batterie e ai settori ad alta intensità energetica.

Ampio spazio è stato dedicato, infine, ai dossier strategici per la sovranità tecnologica dell’Europa - quali semiconduttori, biotecnologie, digitalizzazione, intelligenza artificiale e attuazione del Critical Raw Materials Act - con l’obiettivo di rafforzare una risposta europea unitaria lungo tutte le catene del valore. Il tal senso, Italia e Germania sostengono un Chips Act 2.0 più ambizioso, una piena attuazione del programma Resource EU, un ecosistema digitale più semplice e mirato alle PMI e un’accelerazione dei progetti comuni nei prossimi IPCEI.

Il Forum ha inoltre confermato l’intenzione reciproca dei due Paesi di rafforzare ulteriormente la cooperazione tra imprese, associazioni industriali e camere di commercio, così da accrescere nel tempo l’integrazione tra i due ecosistemi produttivi e consolidarne il ruolo all’interno della futura politica industriale europea.

 

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