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Domande dal 23 marzo al 20 maggio 2026

 Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha adottato il decreto che stabilisce le modalità e i termini di presentazione delle istanze per l’utilizzo delle risorse del Fondo a sostegno delle imprese dell’indotto della società ILVA in amministrazione straordinaria.

La misura, che ha una dotazione finanziaria pari a 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, intende sostenere, attraverso la concessione di un contributo a fondo perduto in regime de minimis, la continuità operativa delle PMI che hanno subito impatti economici rilevanti a causa della situazione aziendale degli impianti siderurgici ILVA.

I soggetti beneficiari potranno presentare apposita istanza all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. dal 23 marzo al 20 maggio 2026.

Il contributo, che non potrà superare 300.000 euro per impresa nell’arco di tre anni, è complessivamente composto da una quota fissa pari a 20.000 euro per impresa, alla quale va aggiunta una quota variabile.

La quota variabile è funzionale all’utilizzo delle eventuali risorse non assegnate in quota fissa, commisurata al rapporto tra il fatturato medio registrato dal singolo soggetto beneficiario nel biennio 2023-2024 nei confronti delle imprese che gestiscono gli impianti siderurgici della società ILVA in amministrazione straordinaria e la sommatoria dei fatturati medi registrati dalla totalità dei soggetti beneficiari.

Per poter beneficiare delle agevolazioni, i soggetti richiedenti devono possedere i seguenti requisiti: operare sull’intero territorio nazionale e aver registrato, nell’esercizio 2024, oltre il 50% del fatturato derivante da rapporti con le imprese che gestiscono gli impianti siderurgici della ILVA S.p.A. in amministrazione straordinaria, mediante la fornitura di beni o servizi connessi al risanamento ambientale o funzionali alla prosecuzione dell’attività degli impianti stessi; avere sede legale o operativa nel territorio nazionale; non essere in liquidazione volontaria né essere sottoposti a procedure concorsuali con finalità liquidatorie; non rientrare tra le imprese che abbiano ricevuto aiuti dichiarati illegali o incompatibili dalla Commissione europea e che non li abbiano successivamente rimborsati o depositati in un conto bloccato; non essere destinatari di sanzioni interdittive ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231; non essere stati condannati con sentenza definitiva per i reati che costituiscono motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura di appalto.

Il provvedimento direttoriale fa seguito al decreto del 6 novembre 2025 firmato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze. 

 

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