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Urso: "Poste due clausole per garantire la continuità produttiva. Spero si arrivi a una decisione trasparente e condivisa"

Altri venti giorni di tempo per approfondire ulteriori offerte integrative a quella finora ricevuta, con l'obiettivo di salvare e rilanciare Industria Italiana Autobus. E' la soluzione prospettata dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante l'incontro al Mimit con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, delle Regioni Campania ed Emilia Romagna, Invitalia, Leonardo, Industria Italiana Autobus e Seri Industrial.

"Ho ritenuto di prendere altri 20 giorni di tempo prima di assumere la decisione in merito all'indirizzo da dare a Invitalia in merito all'unica proposta che è stata presentata dal Gruppo Seri. Al termine di questi 20 giorni ci assumeremo la nostra responsabilità per salvare e rilanciare questo importante asset strategico del nostro Paese ed evitarne la liquidazione", ha spiegato il Ministro Urso.

Durante l'incontro il Sottosegretario Fausta Bergamotto ha illustrato la proposta deliberata da Invitalia che è in valutazione da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Nello specifico, il processo di cessione ha visto la partecipazione di 23 operatori del settore, che nel corso del tempo hanno manifestato interesse per l’acquisto di IIA. Tuttavia, all’esito dei vari passaggi è stata acquisita una sola offerta vincolante e rispondente alle caratteristiche richieste, anche in termini di garanzie alla prosecuzione dell’attività produttiva di IIA.

Inoltre, il dicastero ha posto due clausole sull'operazione "che valgono sia nel caso in cui l'investitore privato fosse Seri, sia nel caso fosse un altro. La prima è che Invitalia resti con una quota di minoranza, una sorta di Golden Share, che permetterebbe al socio pubblico di cedere la partecipazione di maggioranza a un nuovo investitore nel caso in cui il socio privato non raggiungesse il rilancio nelle tempistiche e modalità programmate. La seconda è la possibilità, eventualmente, di assegnare l'area industriale non utilizzata a investitori diversi per svolgere un'altra attività ma sempre nell'ambito della mobilità elettrica", ha spiegato Urso rimarcando che "queste sono due forme di garanzia per la continuità produttiva. In questi venti giorni speriamo che si possa arrivare ad assumere una decisione trasparente e, spero, condivisa".

La cessione delle quote prevede, inoltre, un impegno economico importante da parte dei soci uscenti tale da garantire il buon esito del piano industriale e il ritorno a un equilibrio economico finanziario.

"Siamo arrivati a fine 2022 e abbiamo trovato una situazione davvero molto complessa e difficile da gestire: mi preme ricordare che da quando sono entrati i soci pubblici, lo Stato ha già messo a disposizione oltre 200 milioni di euro. È bene sottolineare che sono stati fatti tutti i tentativi e prima di prendere una decisione abbiamo convocato questo incontro per discuterne insieme”, ha affermato il Sottosegretario Fausta Bergamotto. “Abbiamo già programmato una successiva convocazione che consenta ai soggetti interessati di conoscere il piano industriale di Seri e poi un incontro con gli assessori regionali di Emilia-Romagna e Campania per valutare come meglio garantire il rilancio di stabilimenti di importanza strategica come quelli di Flumeri e Bologna”, ha concluso Bergamotto.

 

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