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Si è deciso di ragionare in un’ottica di accordo di programma

Si è riunito oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il Comitato interministeriale di lavoro per il coordinamento del phase out della centrale a carbone di Cerano di Brindisi.

Alla riunione, che segue quella del 5 marzo, hanno preso parte i rappresentanti dei Ministeri delle Imprese e del Made in Italy, dell’Economia, del Lavoro, delle Infrastrutture e dell’Ambiente, del Dipartimento delle Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio, Regione Puglia, Provincia e Comune di Brindisi, Enel e l’Autorità del sistema portuale, Invitalia, Organizzazioni Sindacali e Datoriali e il consorzio Asi.

Il MIMIT ha lavorato in questi mesi insieme alle istituzioni territoriali per cogliere tutte le possibili occasioni di sviluppo sostenibile sia economico che sociale per il territorio. Oggi ha presentato quattro proposte progettuali di aziende metalmeccaniche, delle rinnovabili e della logistica che potrebbero creare nuove attività industriali sul territorio e riassorbire riqualificandoli gli addetti attualmente impiegati nell’indotto della centrale a carbone di Cerano, nonché delle aziende allocate nelle limitrofe aree industriali.
 
A seguito della riunione odierna il MIMIT coordinerà successivi tavoli tematici per affrontare le specifiche problematiche che sono state rappresentate al tavolo dai rappresentanti del territorio e che avranno ad oggetto:

  • la valutazione dei progetti di reindustrializzazione presentati oggi e di altre eventuali progettualità,insieme alla Regione Puglia e all’Autorità portuale;
  • l’elaborazione di un Accordo di Programma con parti sociali, datoriali ed istituzionali attraverso il quale definire gli impegni reciproci per sostenere un percorso di rilancio del tessuto economico produttivo di tutto il territorio brindisino, creando le condizioni per l’insediamento di nuove progettualità industriali di sviluppo e, in particolare, per la creazione di una filiera delle rinnovabili;
  • i tempi del decommissioning della centrale di Cerano;
  • la messa in sicurezza ambientale e il rilancio produttivo delle aree industriali ricadenti nel Sito di Interesse Nazionale;
  • le problematiche delle imprese dei distretti della chimica e dell’aerospazio insediate storicamente sul territorio.

 

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